ambulatorio reumatologia

Articolo del 24/04/2026

Spesso associamo la Reumatologia esclusivamente all’avanzare dell’età o a fastidi passeggeri legati al clima. In realtà, questa branca della medicina si occupa di un universo complesso di oltre 150 patologie che colpiscono l’apparato muscolo-scheletrico, i tessuti connettivi e, in molti casi, l’intero organismo attraverso meccanismi infiammatori o autoimmuni.

Dalle articolazioni ai muscoli, passando per tendini e ossa, il medico reumatologo dell’ambulatorio della nostra clinica ha il compito di decifrare segnali spesso sfumati per restituire al paziente la qualità della vita.
Tra queste condizioni, una delle più diffuse eppure ancora circondata da molti dubbi è la fibromialgia.

 

Che cos’è e quali sono i segnali principali che dovrebbero far pensare a questa condizione?

Ne parliamo con il Prof Lorenzo Altomonte, professore Università Cattolica del Sacro Cuore e reumatologo della Clinica Ars Medica

La fibromialgia è una patologia che è estremamente frequente, spesso difficile da capire.

Consideriamo che in Italia in questo momento ci sono circa 3 milioni di pazienti affetti da questa patologia. La maggior parte di questi pazienti è di sesso femminile, si può dire che 2 milioni e mezzo di persone sono donne e 500 mila uomini. È una patologia caratterizzata da un quadro clinico abbastanza tipico che consiste in una comparsa di dolore cronico articolare e muscolare diffuso, non particolarmente localizzato e sono di cattiva qualità, disturbato e comunque sia non ristoratore e astenia profonda durante il giorno.

È una malattia molto invalidante. Visitando il paziente si riscontrano dei punti particolarmente dolorosi che si chiamano tender points, che sono classicamente 18, la cui evocazione rappresenta insieme ai sintomi clinici riferiti dai pazienti un criterio diagnostico importante.

Si può fare prevenzione e cosa può fare concretamente una persona che soffre di fibromialgia?

Dal punto di vista non farmacologico occorrerebbe allontanare il più possibile lo stress cronico che è alla base della patologia.

Invece dal punto di vista farmacologico possiamo fare una terapia sintomatica cercando di far dormire meglio il paziente, cercando di dare tono e forza muscolare, cercando di migliorare il tono dell’umore e togliere i dolori con antidolorifici o antinfiammatori o farmaci per il dolore neuropatico. Comunque si può curare.

L’artrite reumatoide viene spesso confusa con i normali dolori articolari. Qual è la differenza e quali sono i primi sintomi da non sottovalutare?

L’artrite reumatoide è una patologia infiammatoria articolare a patogenesi autoimmune che è legata a degli anticorpi che vengono prodotti contro le articolazioni.

I dolori articolari più spesso sono legati alla malattia reumatica più frequente in assoluto che è l’artrosi. È chiaro che l’artrosi è una patologia che si caratterizza da dolore meccanico e da assenza di infiammazione e l’artrite reumatoide invece si caratterizza da dolore infiammatorio, cioè le articolazioni si gonfiano, le articolazioni fanno male alla pressione e a volte anche si arrossano un pochino e in modo simmetrico, aggiuntivo, bilaterale.
È una malattia abbastanza frequente.

In Italia ci sono circa in questo momento 300.000 pazienti che hanno questa malattia prevalente nel sesso femminile. Quindi la caratteristica infiammatoria evidenziabile alla visita e poi dalle analisi del sangue è quella che la distingue dalla malattia reumatica più frequente in assoluto che è l’artrosi, che è una malattia degenerativa che ha le analisi normali e non ha infiammazione visitando il paziente

Se diagnosticata in tempo come si può intervenire sull’artrite reumatoide per limitare i suoi effetti?

La causa di questa malattia è la produzione di anticorpi contro le proprie articolazioni, quindi la cura è costituita da una terapia antinfiammatoria o cortisonica con dei farmaci antinfiammatori non cortisonici associata a una terapia che riduce la produzione degli anticorpi cattivi, una terapia immunosoppressiva che poi rappresenta la terapia di fondo che una volta sfiammate le articolazioni manterrà la malattia in fase di remissione.

Anche questi immunosoppressori ce ne stanno di varie categorie tradizionali o farmaci biotecnologici più moderni, più efficaci, quindi le possibilità di cura esistono e come

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