infortuni scii

Articolo del 20/02/2026

La stagione invernale porta con sé il fascino della montagna, delle piste innevate e delle giornate all’aria aperta.
Ma insieme al divertimento, aumenta anche il rischio di infortuni legati agli sport sulla neve, dallo sci allo snowboard.

Preparazione fisica, attrezzatura adeguata e consapevolezza dei propri limiti possono fare la differenza tra una giornata perfetta e un trauma da non sottovalutare.

Ne parliamo con un esperto che conosce da vicino la medicina sportiva ad alto livello: l’ex medico della Nazionale italiana di sci, il Dottor Mauro Anzini,  medico ortopedico oggi responsabile del Trauma Center, punto di riferimento per la gestione dei traumi sportivi.
Dalla prevenzione al comportamento corretto in caso di caduta, fino all’importanza di una diagnosi tempestiva in una struttura specializzata come la Clinica Ars Medica, ecco cosa sapere per vivere la neve in sicurezza.

Dottore, sappiamo che gli infortuni sugli scii sono tra i più frequenti, lei è stato medico della nazionale di sci, ci può dire se e come ridurre il rischio di traumi durante l’attività sportiva?

Sì, lo posso dire, possiamo per prima cosa prepararci all’evento sportivo, quindi nelle settimane prima fare un po’ di allenamento specifico, che sia di rinforzo muscolare, di equilibrio e di articolarità, favorendo il movimento degli arti inferiori soprattutto.
Fondamentale è anche  il materiale tecnico da sci: scarponi che siano aderenti, quindi giusti per il nostro piede, in modo da aumentare la sensibilità e gli attacchi che non siano troppo duri perché altrimenti abbiamo il rischio che non si stacchino e favoriscono traumi, soprattutto sugli arti inferiori.
É importante scegliere delle piste adatte al nostro livello di sciata, quindi non avventurarsi in piste troppo difficili, se non abbiamo la competenza e le capacità e di smettere quando siamo stanchi, perché sennò il rischio di traumi aumenta con l’anno avanti della giornata e con gli ultimi giorni nelle settimane bianche.

Cosa fare nel caso di una caduta improvvisa?
Nel caso di una caduta, la cosa importante è quello di verificare già da soli i sintomi che abbiamo, naturalmente il principale è il dolore, quindi se si sente dolore e riguarda una parte del nostro corpo, cercare di non muovere quella parte e provare piano piano a capire se si è in grado di fare qualche cosa, in caso contrario fermarsi e chiamare aiuto, altrimenti fare movimenti molto lenti, rimettersi in piedi e provare piano piano a vedere se siamo in grado ancora di sciare.

Dottore, quando una persona arriva da lei dopo un trauma o un incidente, quali sono le prime valutazioni fondamentali per capire la gravità della situazione?

La prima valutazione da fare sempre in caso di un paziente che ha riportato un trauma è quello di chiedere com’è avvenuto, quindi il meccanismo che ha portato alla caduta al trauma. Farsi raccontare bene tutte le sensazioni che si sono avute nel momento del trauma, se ci sono stati dolori, in quale punto del corpo o degli altri segni come rumori. Poi bisogna fare naturalmente come prima cosa un esame obiettivo, cioè visitare il paziente, vedere se ci sono i segni tipici dei traumi e di che entità sono.

Solo a questo punto, quando si ha un sospetto diagnostico, si passa a fare una valutazione di tipo radiografico, risonanza, o Tac, che cercano di darci conferma di quello che noi abbiamo evidenziato con la visita.

Perché è fondamentale rivolgersi ad una struttura come Ars Medica, con un personale multidisciplinare?

É importante quindi rivolgersi in una struttura che abbia le competenze e le possibilità di effettuare anche gli accertamenti diagnostici più idonei, in questo modo in un tempo molto breve si riesce a fare una diagnosi e che porterà poi al trattamento e alla risoluzione del problema.

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