
Articolo del 18/09/2026
Quando l’urologo o il medico di base prescrive questo esame a causa di valori del PSA alterati o controlli di routine, è naturale che nascano dubbi ed esitazioni. Per capire come funziona l’esame, come prepararsi e dove fare la risonanza multiparametrica alla prostata per ottenere il massimo livello di accuratezza diagnostica, ne abbiamo parlato con il Dott. Armando Fusco, specialista della Clinica Ars Medica.
Che cos’è esattamente la risonanza multiparametrica della prostata? Cosa sapere prima dell’esame?
ne parliamo con il Dottor Armando Fusco, responsabile della Diagnostica per Immagini della Clinica
«La risonanza magnetica multiparametrica (mpMRI) rappresenta oggi il gold standard nella diagnostica per immagini della prostata. Si definisce ‘multiparametrica’ perché analizza diversi parametri del tessuto prostatico nello stesso momento: l’anatomia, la densità cellulare e la vascolarizzazione. Questo ci permette di identificare e caratterizzare anche lesioni molto piccole con estrema precisione, distinguendo i tessuti sani da quelli che richiedono approfondimenti.»
Quali sono le risposte che dà ai pazienti che si chiedono dove fare la risonanza multiparametrica alla prostata?
«Un paziente che deve sottoporsi a questo esame dovrebbe cercare una struttura che garantisca due elementi fondamentali: tecnologia ad alto campo (come le apparecchiature da 1.5 Tesla o 3 Tesla) e un’équipe radiologica ad alta specializzazione urologica. Presso la Clinica Ars Medica disponiamo di tecnologie di ultima generazione che permettono di acquisire immagini ad altissima definizione, fondamentali per una refertazione accurata basata sul sistema internazionale PI-RADS.»
Quali sono le domande e le preoccupazioni più frequenti dei pazienti dopo la prescrizione?
- È un esame invasivo? Si usano ancora le sonde interne?
«È una delle paure principali, ma posso rassicurare tutti: l’esame moderno non richiede alcuna sonda rettale endocavitaria. Utilizziamo esclusivamente antenne esterne adagiate sull’addome del paziente. L’esame è totalmente indolore e non invasivo.»
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È sempre necessario il mezzo di contrasto?
«Nella maggior parte dei protocolli standard per lo studio prostatico sì, perché la valutazione della vascolarizzazione con il contrasto ci fornisce informazioni cruciali sulla natura delle lesioni. Per questo motivo richiediamo al paziente un esame recente del valore del PSA per verificare la salute della prostata
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Quanto dura l’esame e cosa si prova durante la procedura?
«L’acquisizione delle sequenze dura circa 25-35 minuti. Durante l’esame il macchinario produce un rumore ritmico e costante, che viene perfettamente attenuato dalle cuffie insonorizzate che forniamo al paziente, attraverso le quali è sempre in contatto con il nostro personale sanitario.»
- Come ci si prepara correttamente all’esame?
«Una corretta preparazione è fondamentale per la qualità delle immagini. Solo un piccolo microclisma di pulizia la mattina del test riduce la presenza di gas intestinale, garantendo una visibilità ottimale della prostata.»






