intervento holep

Articolo del 08/07/2026

Difficoltà a urinare, flusso debole e la sensazione di non svuotare mai completamente la vescica sono disagi quotidiani per moltissimi uomini.
Quando l’ipertrofia prostatica benigna evolve in una severa ostruzione vescico-prostatica, l’impatto sulla qualità della vita diventa insostenibile.

Oggi, grazie alla chirurgia mininvasiva, è possibile liberarsi definitivamente da questo problema in modo sicuro, rapido e completamente indolore.
La chirurgia disostruttiva che risolve il problema di ostruzione vescico-prostatica ha avuto un’evoluzione enorme dagli anni 50 a oggi.

Che cos’è la HOLEP? È un procedimento doloroso?

Ne parliamo con il Dottor Alessandro Pittari, urologo della Clinica

La HOLEP è l’enucleazione del tessuto prostatico ostruente grazie all’uso del laser ad olmio

Il risultato in termini disostruttivi è sovrapponibile a tutti gli altri interventi, però è chiaramente un intervento molto meno invasivo, molto meno impegnativo dal punto di vista dell’ospedalizzazione e sicuramente meno impegnativo dal punto di vista del possibile sanguinamento intra e post-operatorio.
Il paziente candidato alla terapia disostruttiva mediante HOLEP è sicuramente il paziente che ha una sintomatologia ostruttiva che non è più rispondente alla terapia farmacologica, quindi è un paziente che necessita di disostruzione chirurgica perché nonostante i farmaci per la patologia che ha non urina bene, continua a avere una sintomatologia importante.
Gli interventi sono interventi chirurgici, è chiaro che il dolore intra-operatorio non esiste perché c’è l’anestesia che nella maggior parte dei casi è un’anestesia spinale o una generale ma di assistenza è basta insomma da parte dell’anestesista.

I numeri e i dati scientifici dell’efficacia del laser ad olmio:

  • Da 60 a 90 minuti: la durata media dell’operazione, indipendentemente dalla grandezza della prostata.
  • Quasi lo 0% di sanguinamento: la straordinaria precisione del laser ad olmio coagula i vasi istantaneamente.
  • Volume prostatico illimitato: a differenza delle vecchie tecniche endoscopiche, l’HOLEP permette di trattare con successo sia prostate piccole che volumi molto grandi.

Quando i farmaci non bastano più: le necessità reali dei pazienti

Il paziente candidato alla terapia disostruttiva mediante tecnica HOLEP è l’uomo che presenta una sintomatologia ostruttiva importante che non risponde più alla terapia farmacologica.
Quando i farmaci non garantiscono più una minzione fluida, la chirurgia diventa necessaria. Molti pazienti temono il dolore o le complicanze post-operatorie tipiche del passato (come i coaguli che tappano il catetere), ma l’intervento HOLEP cancella queste paure. Viene eseguito in anestesia spinale e l’assenza di ferite cruente riduce il dolore nel post-operatorio a livelli quasi nulli. Grazie a uno strumento chiamato morcellatore, il tessuto prostatico viene ridotto in frammenti direttamente in vescica, aspirato e rimosso senza alcuna incisione esterna.

Quanto dura l’intervento?

L’evoluzione delle tecniche c’è stata perché prima la discriminante tra un intervento endoscopico e un intervento a cielo aperto era il volume prostatico.
Oggi la HOLEP questo non ce lo chiede più, possiamo operare prostate che vanno da volumi piccoli fino a volumi molto grandi perché la HOLEP ha un vantaggio, toglie gli elementi prostatici o strumenti in blocco, vengono mandati in vescica a questi due o tre blocchi di qualunque volume siano e poi con una particolare macchina che si chiama morcellatore, vengono sminuzzati e aspirati, per cui l’intervento indipendentemente dalla grandezza della prostata varia da un’ora a un’ora e mezza.

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